giovedì 1 febbraio 2024

Gente che parla coi bot

Tra i vari contenuti che Facebook mi ha proposto c'è la pagina in cui una ragazza di nome Michelle Comi propone brevi sketch nei quali interpreta la parte di una farmacista avvenente (la "Dottoressa Comi") con qualche battuta un po' "vietata ai minori" (ma c'è anche una presa in giro ai metodi non delicatissimi dei chiropratici).

Come accade talora nelle pagine e nei gruppi di Facebook, un giorno nella pagina della Dottoressa Comi si è intrufolato un bot che in un italiano claudicante e privo di punteggiatura risponde a tutti i commenti invitandone gli autori ad aggiungerlo ai contatti o a contattarlo con Messenger.

Orazio scrive un commento chiedendo alla protagonista degli sketch di mandargli "la posizione". Il bot risponde anche a lui con la sua frasetta preconfezionata. L'Orazio, invece di accorgersi dell'ovvio (ovvero che si tratta di un bot), pensa che sia la "dottoressa" a rispondergli e a volerlo contattare, scrive un "molto bene" accompagnato con cuore e cuoricini e poi comunica "dottoressa ti ho mandato il messaggio".

 

Ma l'Orazio non è solo. Anche l'Alessandro, quando vede il commento del bot sotto il suo non troppo raffinato post, assicura di aver "fatto": "ti ho scritto su messanger" (sbaglia pure a scrivere "Messenger", ma non importa: i bot non ci fanno caso).

 


PS: Ho anonimizzato anche il bot nel caso, per quanto poco probabile, che non sia un nome finto creato per il bot, ma un profilo carpito.


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