domenica 10 febbraio 2019

Intervista a Rosa Contino

Per la terza puntata sulla gente in gamba incontrata nelle mie avventure in rete ho intervistato Rosa Contino.



Ciao, Rosa. Vuoi presentarti ai nostri lettori?

Ciao, mi chiamo Rosa Contino, sono nata e vivo a Brescia. Sono da molti anni una socia del Cicap  e le mie attività in rete sono collegate a questa passione. Questo mi ha portata a conoscere tante belle persone (compreso te) ma anche ad avere molti nemici... anche se innocui. Per lo più mi procurano risate e a volte qualche fastidio, come ad esempio due querele.

Entrambe finite nel nulla perché hai fatto informazione, non offese. Una era per il succo di aloe di un naturopata e l'altra ha a che fare con gli scorpioni. Ci spiegherai cosa c'entrano questi animaletti, ma, prima, dicci del tuo sito, Scetticamente.

Nel 2009 (se ben ricordo la data) cominciai a collaborare con Luca Menichelli che aveva un piccolo sito: Scetticamente. Scetticamente si occupa di portare avanti una campagna di informazione per contrastare tutto ciò che ruota intorno alle pseudoscienze e ad altre affermazioni definite irrazionali. L’obiettivo di Scetticamente è quello di analizzare le fonti quando si leggono notizie fake e che sfociano nella pseudoscienza, ove necessario fornire delle spiegazioni e attraverso di esse cercare di capire.
Chi ha capacità razionali è un individuo che preferisce “capire anziché credere”, attraverso lo studio, la sperimentazione, la ricerca. “Capire anziché credere” è anche il motto del sito.
Oggi, Luca non fa più parte della redazione avendo molti impegni anche in altri ambiti. Anzi, colgo l'occasione per comunicare che i collaboratori sono sempre ben accetti. Non è semplice scrivere cose nuove, si leggono spesso le solite cose. Il sito è stato rinnovato nella sua veste grafica, ha bisogno ancora di un po' di... mano d'opera, diciamo, ma è operativo e, lo dico con orgoglio, non ci si trova un filo di pubblicità.

E ora è il momento degli scorpioni.

Certo, nel 2010 Scetticamente ha visto la ribalta in tutto il mondo, per alcuni anni, e vi racconterò il perché. Ho acquisito una piccola fama nell'ambiente scientifico grazie ad una ricerca partita da un servizio della trasmissione televisiva “Le Iene”, segnalatomi da un carissimo amico nel lontano 2010. Si trattava del veleno di scorpione proveniente da Cuba: l'Escozul. Il clamore fu forte, in tutta Italia e nel mondo, la ricerca mi ha tenuta occupata per circa tre anni e mi ha procurato anche una querela da parte dell'azienda che vendeva il preparato, diventato in seguito un omeopatico. È una storia intricata, lunga e interessante, non è semplice spiegare in poche righe. Mi ha dato anche molte soddisfazioni, ho avuto citazioni importanti, ho potuto tenere qualche piccola conferenza sull'argomento, il sito ha avuto risalto in tutto il mondo. Purtroppo ho ricevuto anche una querela per diffamazione che ha coinvolto il mio socio Luca: essendo il proprietario del sito lui ha dovuto presenziare in tribunale. Ovviamente è stato tutto archiviato, ma sono sempre scocciature. A causa di ciò, ho aperto un blog tematico sul veleno di scorpione, in modo da esserne l'unica responsabile, qualora capitassero di nuovo delle querele. Ma di fatto, la cosa è scemata e non se ne parla più, se non in qualche piccolo gruppo di Facebook. Il prodotto non ha mai evidenziato nessuna prova di efficacia.

Rosa con Piero Angela

Come è capitato con tante altre presunte cure antitumorali. 


Spesso, le persone che si occupano di vendere certi prodotti, pensano che a noi scettici faccia piacere che i suddetti prodotti falliscano, ma non è assolutamente vero. Sarebbe bellissimo trovare la cura per il cancro, anche se sarebbe più corretto dire “una cura per le patologie oncologiche” visto che il cancro non è uno solo. Purtroppo, quasi sempre, si tratta di persone senza scrupoli che approfittano del dolore altrui per vendere qualcosa di inefficace e i malati ne sono vittime, aggrappandosi a qualunque speranza. È questo che mi spinge a contrastarli e non mi lascio spaventare dalle querele.

Ci puoi riferire un episodio curioso che ti è capitato nella tua attività di scettica?

Un episodio curioso? Se vuoi dire “divertente”, rido ancora oggi a pensarci.
Era il 2010, con un piccolo gruppo di circlemakers decidemmo di fare un cerchio nel grano nella mia zona, le campagne bresciane. La prima cosa, la più difficile, era quella di trovare un contadino che desse il consenso a operare sul suo terreno. Io e un’amica ci prendemmo carico del compito. Cominciammo il tour dei cascinali intorno a casa e a spiegare il nostro intento ai contadini che ci accoglievano. Loro si spaventavano e ci guardavano in modo strano, ma continuavamo a girare tra stalle e fango, era anche divertente cercare di riuscire nell'intento.  Ma il tempo passava e per fare un cerchio nel grano sussistono alcune condizioni stagionali, quindi non saremmo riuscite a compiere l'opera per quell'anno, ma cominciavamo a ragionare in ottica futura. Solo che successe un fatto incredibile! In un paese vicino, qualcuno realizzò una specie di cerchio nel grano in modo abusivo (era molto elementare, in pratica solo del grano schiacciato in senso circolare, senza nessuna geometria nel disegno). Ma da lì partirono delle indagini da parte dei carabinieri e, piano piano, con le testimonianze dei contadini, arrivarono ad una conclusione che apparse sul giornale locale: “Svelato il mistero dei cerchi nel grano: le aliene sarebbero due bionde sulla quarantina.”
Veniva riportato tutto, le nostre domande ai contadini, la nostra descrizione, con che macchina giravamo... ecc..
Noi due, allibite dal fatto di come poco ci voglia per mettere insieme una falsa notizia, ci facemmo delle risate indimenticabili.
Comunque, in quegli anni ho mummificato cose con il potere delle mani...


Spieghiamo ai lettori: qualcuno ha creduto di avere il potere di far mummificare cose come un uovo in tegamino o una fettina di pollo imponendo le mani. A parte che sarebbe uno dei superpoteri più inutili mai visti, la mummificazione avviene in modo naturae in certe condizioni ambientali, come hai spiegato in un tuo articolo in cui riferivi il tuo esperimento con una fetta di fegato. Comunque non sei la sola ad avere superpoteri in famiglia, giusto?

Ho scoperto mio figlio magnetico...

Spieghiamo anche questa. Ogni tanto salta fuori qualcuno che dice di essere magnetico e mostra sue foto con addosso un numero tale di cucchiai che farebbe impallidire Francesco Totti. Comunque anche qui nulla di paranormale e hai mostrato che funziona con chiunque, facendo la prova con tuo figlio, come si vede nella foto qui sotto.



Ho preso un diploma in omeopatia...

Ovvero sei andata sul sito di un'industria omeopatica che proponeva un training online e hai dimostrato che chiunque poteva ottenere senza sforzo l'attestato.

E sono andata ad una conferenza di Tullio Simoncini...

Perbacco! L'ex medico (è stato radiato dall'albo) che dice che il cancro è un fungo (titolo di un suo libro) e propone una cura a base di bicarbonato “senza il dovuto fondamento scientifico”, come dice l'Agcm (che lo ha multato di brutto). Di certo non sei andata come fan delle sue idee!

Come infiltrata! Parcheggiando l'auto molto lontana, visto che sul lunotto posteriore campeggia un bell'adesivo del CICAP... ahahah ;-)



domenica 3 febbraio 2019

Intervista a Benedetta Ferri

Blogger mi dice che questo è il centesimo post che scrivo per questo blog. Per festeggiare questo traguardo, ecco la seconda puntata della serie sulla gente in gamba incontrata durante le mie avventure in rete. In questo post intervisterò Benedetta Ferri.

Ciao, Benedetta.

Salve a tutti!

Raccontaci un po' di te.

QuarantXXXX anni fa... ehm... cioè l'altro ieri, a Padova un alto-atesino e una sarda doc decisero di chiamare la loro figlia Benedetta.
Ecco: voi non fatelo!

Scusa se ti interrompo un momento, ma, nel caso l'Ubaldo ci stia seguendo, gli faccio notare che "una sarda doc" è un esempio di uso corretto di "doc", mentre quando lui aveva scritto di teorie create "a doc", aveva commesso un errore perché avrebbe dovuto scrivere "ad hoc".
Tornando al tuo nome, perché non si dovrebbe chiamare una figlia Benedetta?

Avete presente la scena dove i grandi contemplandoti esclamano entusiasti: "Ahhh benedetta di nome e di fatto e benedetta tra tutte le donne!!"??
Voi no? Io sì!!  E da bambina "così privilegiata"  capivo solo che,  sicuramente, mi sarei dovuta comportare bene e per sempre!!!  E come potevo scappare da tanta beatitudine??? Ero spacciata!
La prima cosa invece che l'ostetrica disse a mia madre appena mi scrutò fu: "Signora ma lei è straniera vero? Perché si vede anche da sua figlia!"  Mi domando, se fossi nata ora, dove mi avrebbero fatto rimpatriare.
Invece sono cresciuta e vivo tutt'ora in Lombardia in una città che a me sembra sempre bella: Bergamo.

E sembra bello anche a me un posto dove la Juventus viene battuta per 3-0 ed eliminata dalla Coppa Italia. E visto che siamo in argomento, qual è il tuo rapporto con lo sport?

Non sono ahimè una grande sportiva anche se, guardando mio figlio a lezione di hip hop o parkour, sarei fortemente o follemente tentata a partecipare. Ma temo proprio che farei una brutta fine.
Come quando a ginnastica artistica mi sono giocata un mezzo incisivo, o a nuoto in cui stavo annegando per un attacco d'asma in acqua, o a pallavolo con la febbre alta due secondi prima della partita.
In compenso mio marito è attratto visceralmente dalle arti marziali e pure lui si è giocato entrambi i crociati.
Tutta questa beatitudine evidentemente non ha funzionato.
Però mi muovo tutti i giorni in bicicletta. E' il mio principale mezzo di locomozione.

L'osservatorio di Ganda citato da Benedetta in questa intervista.
Dallo sport passiamo alla scienza.

Folgorata da Piero Angela e dalla sua trasmissione "Quark", mi sono iscritta al Liceo Scientifico e poi, illudendomi di salvare il Mondo, a Medicina.
Purtroppo ho stretto una forte amicizia con un buco nero di infiniti guai della serie : "Non può piovere per sempre ma quasi" e, nonostante solo 5 esami alla meta, dolorosamente ho lasciato andare quel pezzo di carta che non riuscivo più ad afferrare.
Ma tutto è servito e mi ha arricchita.

Ci siamo incontrati in internet perché anche tu sei una nemica delle bufale.

"Viaggio nel mondo del paranormale" è stato il libro che "mi ha aperto la mente" e da allora mi sono avvicinata al Cicap, al suo mondo e ai suoi sostenitori.
E' stato così che ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere Francesco una persona coltissima e gentile con tutti, anche con chi non è al suo livello, mai volgare, mai aggressivo, dotato di una ironia che mi ha regalato il buon umore anche in momenti difficili. Fossero tanti come lui, il Mondo sarebbe decisamente migliore.

Mentre io mi commuovo (perché quel Francesco sono io) e ti ringrazio, tu prosegui pure.

Ora collaboro come volontaria di BergamoScienza che è finalizzata alla divulgazione scientifica e grazie alla quale ho potuto conoscere gente veramente in gamba, assistere a laboratori e a conferenze interessantissime di premi Nobel e non, stringere la mano pochi anni fa alla nostra amatissima Margherita (Hack), a Danilo Mainardi e ora a Dario Bressanini, Giuliano Grignaschi e Luca Perri per dirne alcuni, oltre ai "nostri" Silvio Garattini e Giuseppe Remuzzi.
Cerco di trasmettere la curiosità e lo stupore anche al mio terremotino di 7 anni che, alla parola esperimento , salta come un grillo e corre felice a vedere e a mettere mano.
Ho avuto anche un piccolo excursus nel mondo dell'astrofilia aiutando nella raccolta fondi per la creazione dell'osservatorio astronomico di Ganda di Aviatico.

Benedetta con Dario Bressanini

C'è qualcos'altro che vuoi dire?

Che altro dire di me ? Mi piacciono le persone allegre, solari quelle che ti strappano risate fragorose, mi piace il caldo, il sole abbagliante, mi piace il blu. Adoro i peperoni gialli e sono curiosa come un gatto.
Mi piacciono le riviste di arredamento, in particolare quello minimal anche se non riesco proprio ad applicarlo.
Non mi piace la volgarità,l'arroganza,  la gente che grida, la violenza, l'odio e la menzogna.
Ultimamente ho scoperto Ermal Meta e la sua persona mi piace forse ancora di più delle sue canzoni.
Il mio piccolo sogno? Incontrare Piero e Alberto Angela... e naturalmente stringere loro la mano e dire GRAZIE!!!

lunedì 21 gennaio 2019

L'antivaccinista senza apostrofi e accenti

Apostrofando chi non usa l'apostrofo: il Fabrizio nei suoi post antivaccinisti, oltre alla scienza e al buon senso, dimentica l'apostrofo.


Il Fabrizio replica, ma stavolta cade sulle virgole.


E pure sugli accenti.


Non ricordo chi fosse quest'altro nemico dell'apostrofo, ma mi ha dato lo spunto per un gioco di parole:



martedì 15 gennaio 2019

Satana e Darwin

"Voi siete polvere e polvere ritornerete", declama a caps lock spiegato la Ada prendendosela con Darwin e con chi, essendo una persona raziocinante, riconosce che l'evoluzione è un fatto. Il personaggio interpretato da Massimo Troisi avrebbe risposto: "Sì sì no, mo' me lo segno proprio, non ti preoccupare". Io avrei potuto risponderle: "Sì, mo' mi faccio lo screenshot, non ti preoccupare". Non gliel'ho detto (almeno mi pare: sto recuperando una cosa di parecchio tempo fa), ma lo screenshot l'ho fatto.


La Ada sostiene che gli evoluzionisti sono "malvagi infami figli di Lucifero" ma, a dire il vero, a leggere i suoi post sembra che sia lei a essere "assatanata", come giustamente fa notare Enrico.


martedì 8 gennaio 2019

Intervista a Luigi De Conti

Sul "Lesso logico" ho sinora mostrato tante assurdità e strafalcioni in cui mi sono imbattuto girando in internet e, in particolare, in Facebook. Ho comunque conosciuto anche persone in gamba con quali, senza questo luogo d'incontri virtuale, forse non sarei mai entrato in contatto. Nel proposito per il nuovo anno (il cui mantenimento non posso, però, garantire) di riprendere il blog, fermo da diversi mesi, includo dunque quello di fare dei post che abbiamo come protagonisti queste persone. Questo post è il primo di questa serie (spero non l'ultimo) e ha per protagonista il mio amico Luigi De Conti.

Il Bristolone riconosce che io e Luigi diamo vivacità al gruppo.
Ho corretto un verbo sbagliato (in bianco su sfondo nero).
Ho lasciato "tuo": si capisce che intendeva scrivere un'altra parola... :D

Luigi, puoi presentarti ai lettori del Lesso Logico?

Mi chiamo Luigi De Conti, nato a Udine 42 anni fa, cresciuto a Cercivento, un piccolo paese della Carnia (alto Friuli) e trasferito per amore in Abruzzo nel 2000.

Cominciamo dal Luigi regista, autore di corti come Johnny Reb, un western che ha nel cast Maria Elena Boschi e Amadeus (o forse non sono loro, ma ci assomigliano).

Ho iniziato a girare cortometraggi anni fa, praticamente subito dopo aver comprato la mia prima videocamera.
Appassionato di cinema fin da bambino, penso fosse inevitabile per me provare a cimentarmi nelle riprese video e nella regia. Quindi, assieme ad alcuni amici, ho iniziato a girare piccoli corti amatoriali di genere thriller/horror (il primo lo montai direttamente tramite il video registratore usando rec e pause, non avendo nemmeno un PC).
Era roba inguardabile, ma pian piano abbiamo fatto dei progressi, ottenendo anche qualche buona recensione.
L'ultimo che abbiamo realizzato è il western da te citato.
Alcuni corti sono visibili all'indirizzo: www.youtube.com/cirubit

Da sinistra: l'attore che assomiglia a Amadeus è Claudio Nodale, l'attrice che assomiglia a Maria Elena Boschi è Manuela Ortis, l'attore che sembra Luigi De Conti è proprio Luigi De Conti.

Passiamo quindi al Luigi scrittore. Illustraci le tue opere.

Ho cominciato a scrivere romanzi nel 2013, anche per dare sfogo alle numerose idee che non avrei mai potuto trasformare in film o cortometraggi.
Il primo che sono riuscito a portare a termine è stato All'ombra della svastica (booktrailer qui), una spy story ambientata nella Germania nazista del 1939, edito da Lettere Animante e disponibile in formato cartaceo e digitale in tutti gli store on line.
Poi sono venuti il western Bounty Hunters -Cacciatori di taglie- e Red Snow (Neve Rossa), che è invece un action thriller poliziesco dai toni "carpenteriani"; entrambi disponibili su Amazon.
Ma ne ho scritti altri in seguito, tra i quali voglio citare: McCarthy, Alaska, un thriller ispirato a un vero fatto di cronaca nera accaduto in Alaska negli anni '80. Il romanzo si è classificato al secondo posto a Giallovidio, festival letterario che si è tenuto a Sulmona nel luglio 2018,  che dovrebbe (spero) presto venire pubblicato.



E arriviamo al tuo ultimo libro, Orrore a Silver Lake, pubblicato da Pluriversum, che potremmo definire un giallo con tinte horror.

Orrore a Silver Lake è la mia prima vera pubblicazione, dato che si può ordinare in tutte le librerie d'Italia. E' fondamentalmente un thriller, del sottogenere giallo, dai toni però horror; un mio personale omaggio alle atmosfere di Stephen King, in particolare quelle delle storie scritte dal "Re" negli anni '80, che reputo le migliori. 
Non a caso il mio romanzo è ambientato nel 1988 nel New Hampshire, anche se l'idea originale viene da un racconto che avevo cominciato a scrivere anni fa.
La trama racconta degli eventi che coinvolgono Joshua "Josh" Weaver, di circa 13 anni, nell'estate di quell'anno: un grave lutto familiare da affrontare, ma anche il primo amore nei confronti di Summer "Sam" Gennero, una ragazzina leggermente più grande di lui ma, soprattutto, molto più smaliziata, e un inquietante (doppio) mistero da risolvere…


Il "Lesso logico" nomina come personaggio più interessante del libro Patricia Gennero, la bella agente di polizia che, nonostante le sue capacità nel lavoro, è mal vista dai moralisti scandalizzati dai suoi comportamenti liberi. Come è nato e si è sviluppato  questo personaggio?

Patricia Gennero, che tu hai citato, è uno dei protagonisti del romanzo. E' la madre di Summer, la ragazzina ribelle della storia, ed è anche una poliziotta locale. 
E' una single, non per scelta, che cerca comunque di crescere la figlia nel migliore dei modi senza però rinunciare a qualche avventura con l'altro sesso. Da quello che so negli USA c'è tutt'ora parecchio bigottismo, soprattutto nelle sperdute cittadine di campagna, di conseguenza anche nella mia storia Patricia non viene ben vista per certi suoi atteggiamenti.  
Nei miei romanzi ci sono sempre donne (o ragazze) indipendenti e "forti", capaci di tener testa ai co-protagonisti maschili. E' una caratteristica che credo di aver ripreso dai film di John Carpenter, o James Cameron, che a loro volta si rifacevano al cinema di Howard Hawks.
Sono donne di cui (spero) i lettori maschi (ma non solo, chissà) potrebbero "innamorarsi" se esistessero per davvero. Inoltre mi permettono di inserire qualche scena piuttosto piccante, elemento che non guasta mai.
E così è nato anche il personaggio di Patricia, che nel romanzo porta avanti un'indagine sulla sparizione di un vagabondo locale, mentre Joshua e Summer cominciano a tener d'occhio i misteriosi movimenti di Mr Yates, l'anziano vicino di casa di Josh.

Se Orrore a Silver Lake fosse trasformato in un film, quale attrice vorresti nel ruolo di Patricia?

Sinceramente, l'immagine che si avvicina di più alla Patricia Gennero che ho creato nella mia testa è quella della poliziotta Bonnie Clark interpretata da Randi Oakes nel vecchio telefilm CHiPs, col senno di poi. Il look, quando me la immaginavo in divisa con tanto di occhiali da sole, è fondamentalmente quello.
In una trasposizione cinematografica moderna, adesso che mi ci fai pensare, ci vedrei bene Charlize Theron, anche se forse non sarebbe abbastanza "prosperosa".
Riguardo al padre di Joshua, invece, mi sono ispirato vagamente all'attore Tom Skerrit ai tempi di Alien.

Hai anche giocato a calcio, nel ruolo di portiere.

Ho cominciato a giocare a calcio come portiere per imitare uno dei miei fratelli maggiori che, da ragazzino, giocava proprio in quel ruolo.
Purtroppo per via di un'operazione al cuore subita da bambino ho avuto dei problemi a ottenere l'idoneità agonistica fino ai 14 anni. Tutti mi dicevano che ero bravo, quando mi vedevano giocare con gli amici, ma non potevo dimostrarlo su un vero campo da gioco.
Fortunatamente, poi ho comunque potuto iniziare a giocare in vere squadre a livello agonistico, anche se mi è sempre mancata la stazza da portiere, quei 10 cm che mi avrebbero permesso, magari, di giocare in qualche categoria superiore. 
Dopo il classico infortunio a un ginocchio a fine anni '90, mi sono fermato per un paio d'anni.
Poi, quando mi sono trasferito in Abruzzo, ho ricominciato a giocare a livello amatoriale nella squadra locale, dove ho giocato quasi ininterrottamente fino al 2017.

Ci racconti un episodio curioso della tua carriera calcistica?

Una volta, quando giocavo tra i ragazzi dei Mobilieri Sutrio, paese vicino a quello in cui sono cresciuto, venne a visionarmi il preparatore dei portieri delle giovanili dell'Udinese.
Feci una delle più brutte prestazioni di cui abbia ricordo, subendo tre gol su altrettante punizioni.
Scoprii che c'era qualcuno di importante in tribuna solo a partita finita, ma averlo saputo prima non avrebbe cambiato nulla, anzi: probabilmente avrei fatto anche peggio in campo.
Un'altra volta, durante il primo anno in prima squadra nel Cercivento (subentrato nel secondo tempo al posto dell'anziano titolare), mi trovai di fronte al cosiddetto "bomber" del campionato: sono ancora uno sbarbatello di 17 anni quando, durante l'ennesimo svarione difensivo causato dalla netta differenza tecnica tra le due squadre,  mi ritrovo a tu per tu con questo attaccante, il quale inizia a fare finte manco fosse Maradona. Riesce così a farmi sedere a terra dopo l'ennesima finta di gambe ma, quando poi si decide a tirare in porta, io gli respingo il tiro allungando la gamba destra.
L'azione riparte, io mi alzo e gli dico in faccia qualcosa traducibile dal dialetto friulano più o meno come: "Ecco, così impari, faccia da cu.o!"
Il tipo si arrabbia da morire, tant'è che poi cerca di segnarmi in tutti i modi, intimando i compagni a passargli la palla perché dove farmi gol. Alla fine ce la fa, esultando come se avesse segnato a Zenga o a Pagliuca, ma me ne fa soltanto uno.
A fine partita andai da lui a scusarmi per l'insulto ma era ancora piuttosto alterato e non volle accettare le mie scuse.
Comunque, sebbene sia molto "polemico" e critico nei confronti dei portieri dei vari campionati professionistici, lo sono sempre stato anche con me stesso quando giocavo. Ero sempre il primo a pensare a cosa avrei potuto fare per evitare il gol subito ed è capitato che la mia squadra abbia perso una partita per colpa di un mio errore. 
Ma ci sono state anche delle volte in cui ho salvato il risultato.
Quando mi infortunai al ginocchio, durante una partita con una squadra under 20, da incosciente quale ero, finii la partita su una gamba sola, non riuscendo nemmeno a rinviare di piede, parando però praticamente tutto.
Il giorno dopo, mentre io ero a letto con il ginocchio gonfio, fasciato e dolorante,  mio padre andò a bere il caffè al solito bar, proprio dove lavorava la madre di uno dei giovani avversari che avevo affrontato in campo. La signora, che era presente sugli spalti durante la partita del pomeriggio precedente, gli fece i complimenti perché era rimasta colpita dalla mia prestazione.
Mio padre, che odia qualsiasi sport (in particolare il calcio) le rispose prontamente: "Ma quale bravo? Si è rotto un ginocchio, quello sciagurato!"

Nel nostro giro, sei noto anche per i tuoi post polemici di argomento sportivo. In particolare i bersagli delle tue polemiche sono Verstappen e i portieri. Ti offro quindi l'occasione di metterti all'opera: cosa ci dici dei portieri dell'Argentina ai mondiali del 2018?

Be', mi ricordo bene di Caballero: il classico (mediocre) portiere in grado di fare una grande parata seguita subito dopo da una papera clamorosa. 
Il titolare doveva essere Romero (portiere che comunque non mi è mai dispiaciuto), uno che da noi si faceva la riserva a Viviano alla Sampdoria, ma si infortunò a un ginocchio poco prima dei mondiali.
Per una volta mi trovo d'accordo con Mourinho che ce l'aveva in squadra ai tempi del Chelsea, mi pare, il quale disse: "io o lui in porta la stessa cosa".
Il ruolo di portiere mi appassiona ancora, anche adesso che non gioco più. Per questo mi piace ancora seguire in TV questo sport, con tanto di critiche e polemiche via FB.


Sei anche, lodevolmente, polemico contro i razzisti e contro chi diffonde fuffa pseudoscientifica.

Essere considerato polemico contro i razzisti dovrebbe essere una normalità, anziché una lode.
Il problema della diffusione di fuffa antiscientifica in rete, ma anche in TV, è una questione più complessa, invece.
E' una lotta che ho portato avanti per anni e per un breve periodo ho partecipato a dirette video su youtube , scrivendo anche articoli per noti siti antibufala, ma dopo un po' ho deciso di smettere.
Molti dei cosiddetti  "debunker" della rete, in realtà puntano solo ad ampliare la propria notorietà o ad accalappiare click per i siti sui quali scrivono. Non sono tutti così, ovviamente. Non a caso continuo a collaborare, quando capita, solo con quegli amici che credono veramente nella corretta informazione scientifica senza secondi fini.
Ne abbiamo molti in comune, quasi tutti legati al CICAP in un modo o nell'altro, e tu sei uno di quelli.
Grazie, Orsetto, per questa intervista.

Grazie a te, Luigi.




domenica 11 marzo 2018

Tutta colpa del correttore automatico

Il correttore automatico può trasformare la parola che si voleva scrivere in un'altra che non c'entra per nulla, talora con effetti comici. Questo fa sì che possa diventare anche un capro espiatorio per chi scrive strafalcioni e, quando gli viene fatto notare ciò, dà la colpa al correttore. Manca una H? Loro l'aveano messa, eh: è il correttore che l'ha tolta. Ma certo!

Un esempio è offerto dalla Manuela che, per canzonare i proclami del Bristolone, lo presenta come un nuovo Lutero con "le 99 tesi". 99? D'accordo, è un errore veniale in confronto alle sciocchezze che la Manuela racconta quando parla di vaccini (è una antivax), ma le tesi di Lutero erano 95, non 99. A sentire lei, però, è stato il correttore, "non so perché", a cambiare 95 in 99. Ma certo! :D


PS: Se non conoscete la storia del Bristolone e del ban a Martin Lutero, leggete qui.

domenica 4 marzo 2018

Rumori misteriosi

Paolo è da solo in casa. "Io sono col computer e sento sempre presenze", scrive. Rumori inquietanti si alternano a silenzi ancor più inquietanti. Forse qualche spirito si aggira per la sua abitazione? Mah, io proverei a cambiare la ventola del computer...